Giorgio Tesi Group e Cnr insieme per salvare l’olmo.

06/08/2012

Nuovo accordo tra il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e la Giorgio tesi Group per la sperimentazione di nuove varietà di piante. Dopo aver sperimentato con successo la coltivazione di 4 nuove varietà di cipresso resistenti al cancro corticale, una malattia letale e pandemica dovuta a un fungo patogeno (denominato Seiridium cardinale), la nuova collaborazione è diretta alla coltivazione di una nuova specie di olmo resistente alla “grafiosi”, una delle malattie che hanno portato alla scomparsa di grandissima parte degli individui adulti di olmo e che hanno contribuito a modificare il paesaggio europeo e nord-americano.

Gli olmi sono piante di prima grandezza e di eccezionale bellezza. Nel corso della storia sono stati impiegati dall’uomo per gli scopi più diversi: cibo, medicine, foraggio per il bestiame, legname per la costruzione di navi, mobili, attrezzi, armi, legna da ardere ed infine, fino dall’età romana (Columella, circa 50 d.C.), come tutore per la vite

La freschezza della sua ombra era riconosciuta fin dal tempo dei Romani, tanto che essi lo consideravano sacro a Morfeo, Dio del sonno e dei sogni. Questa pianta venne apprezzata anche da Napoleone il quale pretendeva che, lungo le nuove strade, venissero piantati olmi in modo da rinfrescare le truppe che vi avrebbero poi marciato. In effetti l’olmo possiede alcune caratteristiche peculiari che lo fanno prediligere come pianta adatta all’ambiente urbano. La pianura padana, fino a mezzo secolo fa, era una campagna alberata in cui l’olmo era di gran lunga la specie più rappresentata.

Non siamo più abituati a considerare l’olmo tra le specie utilizzabili in ambiente urbano perché a partire dall’inizio del 900 due terribili pandemie, causate dall’introduzione in Europa di due organismi fungini, Ophiostoma ulmi negli anni ’30 e O. novo-ulmi negli anni ’70, entrambi agenti causali della grafiosi, hanno determinato il declino dell’utilizzo dell’olmo.

Da metà degli anni ’70 a Firenze, presso l’Istituto per la Protezione delle Piante del CNR (IPP-CNR), sotto la guida del Prof. Lorenzo Mittempergher, ha avuto inizio un lavoro di miglioramento genetico per la resistenza alla grafiosi. Fino ad oggi questo lavoro ha portato alla selezione e brevettazione di 5 cloni resistenti: nel 1997 ‘Plinio’, ‘S.Zanobi’; nel 2006 ‘Arno’, ‘Fiorente’, e, infine, nel 2011 ‘Morfeo’, che, differentemente dai tutti gli altri olmi resistenti presenti sul mercato, deve la sua resistenza all’apporto del U. chenmoui, specie cinese piuttosto sporadica, ma molto interessante dal punto di vista estetico.  



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