Grande successo per la presentazione del nuovo numero della rivista Naturart.

24/02/2014

Più di trecento persone hanno partecipato alla serata di presentazione del magazine trimestrale e alla visita esclusiva del complesso di San Pier Maggiore. La curiosità di entrare in una delle chiese più antiche di Pistoia, chiusa da oltre 50 anni, e il desiderio di scoprire gli argomenti del nuovo numero della rivista hanno spinto decine di appassionati pistoiesi a prendere parte ad una delle serate più riuscite e partecipate organizzate da Naturart.

Nell’occasione Fabrizio Tesi, legale rappresentante della Giorgio Tesi Group, ha ringraziato Luciano Corsini che nei giorni scorsi si è dimesso da direttore di Naturart, rivolgendogli parole di sincera riconoscenza per il magnifico lavoro svolto in questi anni nella conduzione della rivista e nella crescita costante della sua immagine. Tutta la sala ha salutato con un caloroso applauso le parole di Fabrizio Tesi.

Oltre ai responsabili della Giorgio Tesi Editrice e alla Preside del Liceo Artistico Petrocchi, Prof.ssa Elisabetta Pastacaldi, erano presenti il presidente della Camera di Commercio Stefano Morandi, l’assessore provinciale alla cultura Lidia Martini, il presidente della Fondazione Banca di Vignole e Montagna Pistoiese Franco Benesperi, il presidente della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Alessio Colomeiciuc, la campionessa di sci alpino Celina Seghi, l’Arch. Elena Bassi, Laura Bonafede rappresentante provinciale del FAI e i rappresentanti del Consorzio Turistico Città di Pistoia.

Dato l’eccezionale numero di partecipanti, la visita si è svolta suddividendo il pubblico in otto gruppi di circa 40 persone, ciascuno guidato da due studenti del Liceo Artistico che hanno illustrato, da ottimi padroni di casa, le meraviglie del complesso: dal matroneo, completamente restaurato e sede di una mostra permanente di opere scultoree del futurista Andrea Lippi (1888-1916), all’interno della Chiesa di San Pier Maggiore, con l’imponente organo Trinci, il più grande della Provincia, che appare  maestoso sopra il portone d’ingresso e il bellissimo affresco duecentesco dell’abside, opera di Salerno di Coppo, tornato all’ originario splendore dopo il restauro. I gruppi hanno poi visitato la facciata dell’edificio, caratterizzata dai tipici marmi bianchi e verdi e carica di simboli misteriosi che richiamano il mondo dei Templari e i riti pagani, tra cui un’enigmatica effigie che non è mai stata decifrata.Da sottolineare una strana presenza vestita di un bianco illuminato all’interno della chiesa: un’antica leggenda ci spiega che potrebbe essersi trattato del fantasma della badessa che si aggira ancora tra i locali dell’ex complesso monastico, facendo sparire documenti e oggetti…

 

Foto di Massimo Luca Carradori




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